Il culto del teatro - passione crudele
Les
Amandiers è stata la scuola di teatro a Nanterre, Parigi, di Patrice Chéreau e
Pierre Romans, con annesso corso gemellato all’Actor’s Studio di New York, tra
fine anni 1970 e primi anni 1980. La scuola di teatro nella quale, all’ultima
sessione prima della chiusura, la giovane ricca Valeria ha trovato la sua
strada, dopo varie erranze - e dopo la quale
ha debuttato al cinema, regista lo stesso Chereau. Si concludeva in quegli la
sbornia dei tardi anni Settanta, della trasgressione come obbligo. Con l’eroina,
“tanto smetto quando voglio”, le morti quotidiane da overdose, la promiscuità
obligatoria, l’aborto libero, l’aids in agguato. La scuola vive intensamente i
suoi anni, nel mentre che si esercita al solito Cechov - nell’occasione all’insolito
“Platonov”, perché ha “molti personaggi”.
Un
amarcord, e un il film sulla passione teatrale. Non più del teatro-verità, allora
in uso, né di denuncia, ma l’adattamento che Chereau faceva del teatro della
crudeltà di Artaus, della spersonalizzazione dell’attore nel personaggio. Due
obiettivi pienamente raggiunti dalla regista, al suo quinto o sesto film. Già
in tema con “Actrices”, non visto in Italia, uan decina di anni fa, e tema ritornante
in altri suoi film – compreso il “Il capitale umano” di Virzì. Sia nel ritratto
degli anni, sia nella passione del teatro, che può essere devastante. Qui col
sostegno capitale di due sue fiamme: l’ex Louis Garrel nei panni di Chereau, e
l’attuale bel tenebroso Sofiane Bennacer (ora denunciato per violenza dalle ex
compagne) in quelli del partner e complice maudit
– il disperato ribelle, a fronte della protagonista con appartamento in villa e
maggiordomo.
Valeria
Bruni-Tedeschi, Forever Young - Les
Amandiers, Sky Cinema 2
Nessun commento:
Posta un commento