Gli artigli del governo che non mette le mani in tasca
S’illustra il governo Meloni per un decreto che non fa pagare
il caro-energia a chi ha un Isee basso, cioè a chi non denuncia il reddito per
non pagare le tasse. Mentre autorizza bollette con cui i fornitori si fanno pagare
venti e trenta ero, a bimestre, per zero consumi. Altrettanto per voci di spesa
assurde, come il trasporto dell’energia e la lettura del contatore. Il tutto
assortito da “imposte di scopo” a nessuno scopo, solo impinguare l’erario, i
famosi, lucrosissimi, “oneri di sistema”. Su questa montagna di latrocini facendo
pagare l’Iva.
Una patrimonialina da centina di euro sui consumi energetici. Più gli innumerevoli
bolli che fa gravare sui conti bancari, dopo averli resi obbligatori – qui senza
l’ipocrisia dell’Isee. Più accise e bolli su carburanti e tabacchi. Con,
naturalmente, la battaglia infine vinta alla Corte Costituzionale Amoroso contro il reintegro, seppure parziale,
dell’inflazione sulle pensioni.
Il tutto a opera di un governo che si vanta di “non mettere le mani in
tasca agli italiani”. Parla di mani perché usa gli artiglia. A carco di chi “si
dichiara”, o “risulta”, paga cioè le tasse.
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