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L’Europa in guerra su due fronti
Una guerra su due fronti è votata alla sconfitta, è uno dei (pochi)
principi assodati dell’arte militare. È la situazione su cui l’Europa è ora
confrontata.
Con la Russia, scontro militare, non c’è accordo possibile. Con gli Stati
Uniti, fronte commerciale e anche politico, aperto oggi ufficialmente, l’accordo è possibile e va cercato - a parte i discorsi di civiltà comune.
È curioso, ma è vero, Meloni è quella, forse l’unica, che lo spiega e lo
sostiene. Con l’Inghilterra di Starmer – anche in questo, il colloquio con
Londra, Meloni aveva da tempo, anche prima dell’Ucraina, visto giusto.
Su questa linea è certo che anche la Germania di Merz si muoverà. E quindi la UE, tedesco-dipendente? Ma c’è un problema di rapporti con l’America di Trump, per come si
rappresenta nell’opinione in Europa. Non è un problema da poco, il rischio è forte
e solido che l’Europa resti confusa in allarme, cioè perdente. Tanto più che della
pace ormai inevitabile tra Russia e Ucraina si avvantaggerà l’America, la Russia
avendo l’Europa, prigioniera della sua agitazione, deciso che è e sarà il suo
Nemico. Mentre la logica, militare e politica, vorrebbe che anche la Ue apra un suo canale con Mosca - Meloni, ancora uno sforzo?
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