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Se il sindaco è per bene
A giubileo
inoltrato si cammina a Roma con difficoltà, tutti gli spazi, più o meno, sono
occupati dai lavori, con cantieri che stanno aperti a tempo indeterminato. Senza
controlli da parte dell’appaltante, il Campidoglio? Tutto ok per il sindaco Gualtieri
– che tutti si affrettano a dire “una persona per bene” (un sindaco, normalmente,
non è “per bene? non a Roma?). E non finisce qui: un altro giubileo si annuncia,
ben più “pesante”, nel 2033, quando saranno due mila anni dalla morte del
Cristo, e mille dal primo giubileo della storia.
A Roma hanno
chiuso due edicole su quattro – in Centro e semi-Centro tre su quattro. E il sindaco
ne vuole chiudere venticinque. Il motivo non si sa, e lui non lo dice. I giornali
insistono, e lui niente. Qualche galoppino azzarda: è il nuovo codice della strada.
Ma il nuovo codice della strada è immutato per quanto riguarda le edicole. Il sindaco
ha bisogno di quegli spazi per altri business, evidentemente, e si vergogna a dirlo.
È una
persona per bene” dice del sindaco di Roma Gualtieri anche l’ex sindaco Marino, silurato
dal suo partito – lo stesso di Gualtieri – perché voleva “mettere le cose a
posto”: le bancarelle, lo straordinario notturno ai vigili dopo le quattro del
pomeriggio, la rotazione del personale…. E perché “l’organigramma delle società
partecipate dal comune rispecchia sempre le quote su base partitica: ce n’è per
tutti”. Anche negli appalti, bisogna aggiungere.
Sarà a Roma per i sindaco Gualtieri come a Milano per il sindaco Sala, anche lui per bene, che nulla sapeva?
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