Dazi pasquali
I dazi di Trum dureranno - se dureranno - un anno, fino a Pasqua: da una Pasqua all’altra,
si può dire. Quando cominceranno le primarie per il voto di medio termine di
novembre, per il rinnovo dei Rappresentanti, di un terzo dei Senatori, e di molti
Governatori. E i Repubblicani di Trump, che oggi controllano (quasi) tutto a
Washington e fra gli Stati si sentiranno franare il suolo sotto i piedi.
La bolletta dei dazi la pagheranno i consumatori, americani, per i
consumi primari - gli elettori di Trump. Mentre i benefici sono dubbi, nella
misura che Trump sconta, dell’autosufficienza.
Ci vorranno molti più dollari per pagare le importazioni, per quanto
ridotte. Molte importazioni non sono sostituibili: prodotti stranieri non replicabili,
nell’agrindustria (a cominciare dalle uova pasquali, uova di gallina, o la
carne vaccina per i McDonald’s) e nei servizi. Mentre nell’industria, p.es. l’automotive,
ci vorrà tempo per l’effetto sostituzione - programmare investimenti, metterli
in opera, arrivare al consumo: da due a cinque anni.
Forse l’America, come dice Trump, si farà pagare quello che i partner le
rubano, una parte del valore aggiunto - come se il valore aggiunto aziendale
fosse un valore aggiunto nazionale. Ma l’effetto dei dazi lo pagheranno i “suoi”
consumatori. Che in quanto risparmiatori già si trovano decurtato il patrimonio in azioni e fondi.
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