La mano invisibile è il lavoro fatto bene
Che voleva dire Adam Smith, la cui “mano
invisibile” ricorre una sola volta nei due volumi della “Ricchezza delle
Nazioni” (1.200 pagine nella più sintetica delle traduzini, n.d.r.), e una sola
volta, in altro contesto con altro significato, nella voluminosa “Teoria dei sentimenti
morali”? Non diceva nulla di quanto s’intende. Glielo hanno fatto dire Paul
Samuelson e Friedrich Hayek dopo la guerra, a supporto della loro “logica del
libero mercato”.
Smith ne parla a commento del caso di chi si
arricchisce “con il sostegno dell’industria domestica a preferenza di quella
straniera, anche soltanto per la propria sicurezza”, e da questa attività
industriandosi di ricavare il maggior valore possibile. Sono “queste condizioni,
accanto alla «libertà», (che) sono i prerequisiti di un sistema capitalistico
funzionante”.
Poche pagine ma con tutte le pezze d’appoggio
necessarie.
Oren Cass, In Search of the Invisible
Hand, Imf, “F&D Finance&Development”, March 2025, free online
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