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Amore\dolore – “È l’amore a
generare la sofferenza, e certe sofferenze testimoniano l’amore?”, si chiede la
Nobel coreana Han Kang negli appunti sul suo romanzo “Atti umani”, che intitola
“Nella notte più buia il linguaggio ci chiede di che siamo fatti”, p.26. Colpita
dal “dolore che i lettori confessavano di aver provato leggendolo”. È “il
desiderio di amare gli esseri umani che ci strazia il cuore, quando quell’amore
viene infranto?”.
Brahms - “Brahms è la
continuazione di Schubert….”, Riccardo Muti in dialogo con Cacciari in “Le
sette parole di Cristo”, 125: “Brahms è di Amburgo, ma rinasce «viennese»…”
Camera locanda - Usava nelle
città di forti pellegrinaggi, p.es. Roma, nel Cinque-Seicento, una sorta di B&b
odierno
- da cui poi l’uso di “locanda” come di pensione da poco prezzo.
Cherubini – Un avatar di
Brahms, in epoca (post-)romantica. malgrado la differenza d’epoca? “In Brahms
non c’è trascendenza, è pura immanenza”, Riccardo Muti in dialogo con Cacciari
in “Le sette parole di Cristo”, p.125: “Nel suo studio alle pareti aveva le
immagini di tre musicisti: Bach, Beethoven e Cherubini. Nella biblioteca di
Brahms c’erano molte composizioni di Cherubini. Ora, posso capire bene che
Beethoven adorasse Cherubini perché sono entrambi «architetti della musica». Cherubini
infatti non ci colpisce per la bellezza delle melodie quanto per la costruzione
delle sue opere. Ma Brahms? Perché mai doveva amare Cherubini? Brahms è la
continuazione di Schubert….
Commedia\tragedia – La commedia
disfa il nodo, la tragedia lo rompe o lo taglia”, scrive Arrigo Boito a Verdi mentre
prova a ricavare un libretto da Shakespeare, “Le allegre comari di Windsor” –
sarà il “Falstaff”. Citando, come maestri di “scioglimento” del nodo
drammaturgico, Molière, Beaumarchais e Goldoni.
Dutch - Sta per
“olandese”. È tutto “Dutch” nella parlata inglese fino a pochi decenni fa tutto
ciò che è male. Graham Greene lo usa - ironicamente - “ ancora in “Loser take
all”:“Il coraggio olandese per l’assassinio”.
Einaudi - La casa
editrice Calvino così sintetizza nel periodo aureo 1945-1950, in una lettera a
“Chichita”, la futura moglie, il 3 febbraio 19634: divisa “tra il mitico Pavese
e il vitalistico Vittorini”.
Incubo - Ne fa la sintesi,
nei vari linguaggi, Vittorio Lingiardi in “Greeneland, Dreamland”, premesso a
G.Greene, “Un Mondo tutto mio”: “Per gli antichi romani era Incubus,
spirito maligno «che giace sopra di te» nel sonno; per i greci era Efialtes,
demone che addirittura, anche qui etimologicamente, «ti salta sopra». Nei miti
nordici la creatura che si siede sul torace di chi dorme portando brutti sogni
si chiama Mare, da cui nightmare. E poiché mare, in inglese,
significa anche giumenta, ecco che l’incubo, ce lo ricorda Borges, è una
cavalla che corre nella notte”.
Mishima - È - si voleva -
D’Annunzio. Ne ricorda indirettamente la caratterizzante influenza Edoardo
Quarantelli, l’affabile ex libraio di Aseq al Pantheon, chiacchierando con Gnoli
sul “Robinson” a proposito di Pierre Pascal, il segretario di Maurras che divenne
un “frrancese di Roma” e suo buon cliente-conoscente: “A Parigi Pascal
frequentò René Guénon, Edouard Schuré, Paul Valéry e Léon Daudet. Aveva una
conoscenza piena della lingua e della cultura giapponese. Aiutò Mishima a
trovare il corrispondente in lingua giapponese per certe parole che D’Annunzio
aveva usato nel suo ‘Le Martyr de Saint Sébastien” – scritto in francese.
Musica - È, sarebbe,
irriproducibile? È la conclusione di Muti nel suo dialogo con Cacciari sulla
natura del suono, “Le ultime parole di Cristo”, p. 127: “La musica dovrebbe
rimanere sul pentagramma, per non essere tradita…. È come quando si accarezzano
le ali di una farfalla, la farfalla muore”.
Russia - “I Russi sanno
pure ridere!”, scrive, ridendo?, Michieletto sul “Foglio”, spiegando la sua
messinscena di Prokof’ev, “Matrimonio al convento”, al Theater an der Wien. Un’opera
buffa, attorno alla classica serva-padrona, con “il classico contorno di scambi
d’identità, innamorati in fuga, frati beoni” - sull’esempio londinese della ballad
opera, secondo Settecento, che però costituiva un adattamento dell’opera
buffa. “La lingua russa è particolarmente adatta alla commedia”, spiega il regista:
“Suoni plastici, enfatici e solenni, che Prokof’ev usa in modo funambolico e
fragoroso”.
Sistema - I giocatori
al casinò che in continuo ne elaborano per “sbancare il banco” Graham Greene, “Loser takes all”, li dice teologi: i
giocatori al casinò con i “sistemi” dice “come i teologi, pazientemente
tentando di razionalizzare un mistero”.
Sogni - “Una volta che
ci si educa a tenere una matita e un quaderno vicino al letto, si sogna per lo
meno quattro o cinque volte per notte”, Graham Greene dice dei sogni che infine
sta raccogliendo in “Un Mondo tutto mio”. Lo conferma lo psicoanalista James E.
Grotstein, in “Chi è il sognatore che sogna il sogno?”: “L’atto del sognare
suggerisce con vigore che l’essere umano deve nascere con una propensione alla
narrazione di storie, alla ricerca di storie e alla reazione alle storie,
propensione che scaturisce dal vertice estetico”
Vero\Falso -Di un racconto
non si saprebbe dire. “Lo starno caso del dottor Jekyll e del signor Hide”, che
lo rese famoso, e “Olalla”, le due storie Stevenson ebbe in sogno. Ma da
sveglio gli sembravano falsi - scrisse “Dottor Jekyll” perché “mi ritrovavo veramente
senza un soldo” - e la prima stesura arrivò perfino a bruciarla. Con “Olalla” non si conciliò. A un amico lo confronta
negativamente cn “Markheim”, che si direbbe invece un racconto falso: “Il guaio
di Olalla è che mi suona falso, ma non so come… C’è un problema singolare;
che cosa rende vero un racconto? Markheim
è vero”, scrisse, “Olalla falso, e non so perché”.
Non per il setting, l’ambientazione? “Markheim” racconta di un ladro
che il giorno di Natale uccide il negoziante che sta derubando, e ne rimane sgomento.
“Olalla” è un racconto che Stevenson pubblica per Natale, ma costruito, con
generi alla moda, non tutti a lui consueti: la Spagna, il romanzo gotico, il vampirismo,
il soprannaturale – Stevenson lo aveva scritto sulla base di un sogno.
letterautore@antiit.eu
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