skip to main |
skip to sidebar
Un onesto Putin
Lo “zarismo” di
Putin è stato, ed è tuttora nell’opinione russa, anche nella Russia urbana, a Mosca
e San Pietroburgo, la “salvezza”, dopo il decennio della “dissoluzione” gli anni
di Yeltsin, i 1990. Delle mafie e le ruberie. Con la liquidazione degli “oligarchi”,
che si erano presi tutto della Russia, banche, miniere, una enrome,
fantasmagorica, ruberia.
Questa di Putin è
anche la storia di un lungo corteggiamento dell’Occidente. Degli Usa dopo la
Torri Gemelle. Dell’Europa su ogni questione. “Adesso è difficile dirlo…. ma c’è
stato un tempo in cui Putin era un nostro amico. Per amore o per affari”. Anni
in cui Putin diceva la Russia “parte inalienabile” dell’Europa. Anni in cui
“gli Usa sembrano convinti di avere trovato un nuovo, meraviglioso, amico”.
Fino a che, a febbraio del 2007, alla annuale Conferenza sulla Sicurezza a
Monaco di Baviera, Putin scopre e denuncia il progetto di allargare la Nato
tutt’attorno alla Russia.
Imarisio non dice che
era un cambiamento di strategia che gli Stati niti avevano impresso, senza
tener conto dell’Europa, di Berlino, Parigi, Roma, ma riporta la risposta di
Putin: “L’allargamento fino ai confini con la Russia è un fatto grave…..
Abbiamo il diritto di chiedere dove sono finite le vostre garanzie, quando fu sciolto
il patto di Varsavia (la Nato sovietica, n.d.r.), che non ci sarebbe stato
alcuno stazionamento di truppe atlantiche a Est della Germania”.
La Nato in Ucraina,
Georgia, Kazakistan - con un occhio al Caucaso, da sempre, non solo nei
racconti di Tolstoj, tallone d’Achille della Russia - fa impazzire Putin. E
ora, dopo la lunga guerra, otterrà quello che si proponeva - Imarisio lo fa
dire a Tatiana Stanovaya, “una delle figure più serie nella diaspora dell’opposizione
russa”: “Un’Ucraina priva di potenziale bellico, con una Costituzione riscritta e
con la garanzia del non-ingresso nella Nato”. Una Ucraina non ostile,
semi-demilitarizzata.
Un ritratto
equilibrato, del personaggio e del paese. Dopo
anni di cronache annientanti. Forse perché in contemporanea col disvelamento del
“Grande Gioco” americano: l’ennesima “guerra civile” europea, “controllata”, come
ora vuole l’arte militare.
Marco Imarisio, Nella
mente di Putin, “Corriere della sera”, pp.63, gratuito col giornale
Nessun commento:
Posta un commento